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PROGETTO KENYA

In questi ultimi anni, la nostra associazione ha realizzato alcuni progetti importantissimi nella terra dei Maasai in Kenya. Una realtà molto orgogliosa della propria cultura e tradizione, non solo: un popolo incredibilmente unito e solidale, una comunità che diventa una famiglia allargata. Questo abbiamo trovato durante il viaggio legato al nostro primo intervento (nel gennaio del 2006) quando (dopo 5 anni di carenza di piogge) le persone si alimentavano una volta ogni due giorni.

In quel momento abbiamo inviato circa 100 quintali di derrate alimentari: in un gesto di estrema solidarietà, il villaggio a cui erano destinati ha chiamato i villaggi limitrofi, per condividere con loro quello che le era stato donato.

Questo segno ci ha confortato e riempito di ottime speranze sul buon esito del nostro lavoro, svolto da volontari che mettono a disposizione tempo, lavoro e vacanze per questo progetto.
           
Da allora, abbiamo realizzato un pozzo per l’acqua che arriva a prendere l’acqua fino a 160m di profondità ... un miracolo per la popolazione locale! Dopo due giorni di perforazione (operazione costata € 35.000,00) all’arrivo dell’acqua, tutto il villaggio si è trovato a danzare sotto uno spruzzo continuo di acqua, che usciva dalla madre terra.

Durante l’ultimo giorno della nostra presenza nel villaggio, una donna è svenuta tra le nostre braccia. Dopo un attimo di panico, seguito da un primo soccorso con una coperta e una bottiglia di acqua appena scaldata sul fuoco, ci siamo resi conto che non potevamo fare null’altro, una sensazione di impotenza che mai vorremmo provare per un nostro familiare, sapendo che una cosa simile sarebbe stata gestita con tutte le possibilità tecnologiche conosciute: in quel momento ci siamo resi conto di quante cose noi diamo per scontate. Abbiamo così deciso di rientrare a casa e iniziare subito a lavorare per realizzare un dispensario medico di prima necessità, cosi in 4 mesi da “buoni bergamaschi” siamo riusciti a inviare un container di attrezzature e medicinali, costruire la struttura e inaugurarla nel gennaio del 2007, dando vita ad un altro miracolo. Oggi, grazie al dispensario, diamo assistenza a 500 pazienti ogni mese, curate gratuitamente da un medico, con medicinali che non hanno per loro costi aggiuntivi.

Non abbiamo voluto fermarci qui: nel settembre 2007, abbiamo creato una borsa di studio, con lo scopo di far studiare medicina ad un ragazzo Maasai. Dal prossimo anno, la borsa di studio è prevista anche per una per una infermiera, in modo da formare i giovani per rendere autonomo il dispensario. Sarà così la la comunità stessa a gestirlo, attraverso una organizzazione che, dal 2004, ha creato un movimento sul territorio per portare aiuti, informazione sanitaria e (negli ultimi mesi) informazione sugli sviluppi di speculazioni del loro territorio.
   
Nel novembre 2008, in occasione di un viaggio a Nairobi, abbiamo portato alcune migliorie al progetto Maasai. Grazie ad un amico e ad uno sponsor, abbiamo comprato dei pannelli solari, che sono stati montati al dispensario medico riuscendo, così a rendere autonomo lo stesso con la possibilità di collegare un piccolo frigorifero, donatoci l’anno scorso. Abbiamo inviato nel container vaccini, antitetaniche e sieri antivipera, che saranno inviati dal vicino ospedale di Kajado. In futuro, si potranno applicare altri pannelli per aumentare appunto la potenza erogata, potendo così collegare anche delle piccole autoclave per sterilizzare gli attrezzi medici. I pannelli solari e le batterie sono costate € 4.500: nulla, paragonato a quante persone potranno vaccinarsi presso il nostro dispensario.

Inoltre, è stato acquistato un pick-up, che servirà da autoambulanza per i pazienti più gravi che non possono arrivare al vicino ospedale o al dispensario stesso. Il pickup è costato 10.000 euro, più altri 2.500 per renderlo efficiente per la savana (pneumatici speciali, balestre rialzate da terra) ... grazie ai volontari della “Maasai Naretisho Organisation” avremo autisti per gli indigenti, che accompagneranno all’ospedale anche i malati più gravi.

In questa direzione, abbiamo creato un cinematografo ambulante, che gira per la savana da villaggio in villaggio, portando momenti di serenità con film e cartoni animati, anche per i bambini e momenti di informazione con documentari, percorsi sanitari che possano dare poi interventi sulle varie problematiche, dare loro una maggiore consapevolezza di quello che esiste oltre la collina, con il mondo che si avvicina e vuole prendere tutto.

Nel gennaio 2009, è arrivato un altro miracolo, dopo il lavoro diplomatico svolto nei mesi precedenti con l’Ambasciata italiana a Nairobi, ci sono arrivati dalla Cooperazione italiana curata dall’Ambasciata di Nairobi 25 scatoloni di medicinali, che dovrebbero coprire il fabbisogno per circa un anno al nostro dispensario, con una grande gioia di tutta la comunità e un grosso orgoglio personale per noi, che in concomitanza di un altro grandissimo evento (il primo ragazzo laureato dell’intera comunità) è sfociata in una festa incredibile.

Nel frattempo, con i soldi ricavati le borse di studio vanno avanti per completare il progetto dispensario tra circa 4 anni Tutto questo lavoro però ha avuto una trafila molto differente dalle solite: prima di ogni nostro intervento abbiamo avuto riunioni con il consiglio degli anziani, (Molto importante nella comunità Maasai). Questo perché per noi è fondamentale portare rispetto alla mentalità culturale che li ha accompagnati nella vita per migliaia di anni, per cui non ci sentiamo di portare cambiamenti perché pensiamo di essere migliori di loro, solo abbiamo una tecnologia e conoscenza in alcuni argomenti che possono aiutare la vita quotidiana di questi popoli, ma con il massimo rispetto. Inoltre, bisogna creare le possibilità per svilupparsi e autogestirsi, anche commettendo errori.

Nel mese di novembre in occasione di un viaggio a Nairobi abbiamo portato alcune migliorie al progetto Maasai in Kenya appunto.
Grazie ad un amico e sponsor abbiamo comprato dei pannelli solari che sono stati montati al dispensario medico riuscendo così a rendere autonomo lo stesso con la possibilità di collegare un piccolo frigorifero donatoci l’anno scorso, ed inviato nel container assieme ad altro materiale che servirà per conservare vaccini, antitetaniche e sieri antivipera che saranno inviati dal vicino ospedale di Kajado.
Inoltre è stato acquistato un pick-up che servirà da autoambulanza per i pazienti più gravi che non possono arrivare al vicino ospedale o al dispensario stesso.
I pannelli solari hanno una capacità di 500 watt e l’inverter può sostenere un scambio energetico sino a 3,5 kw ora in futuro infatti si potranno applicare altri pannelli per aumentare appunto la potenza erogata, potendo così collegare anche delle piccole autoclave per sterilizzare gli attrezzi medici.

I pannelli solari e le batterie sono costate la bellezza di € 4500 ma non sono nulla paragonati a quante persone potranno vaccinarsi presso il nostro dispensario.
Una miglioria che servirà a aumentare lo stato di salute di tante persone .
Il pickup invece è costato hai noi qualcosa di più ben 10.000 euro più altri 2500 per renderlo efficiente per la savana, infatti per viaggiare nella savana servono auto con pneumatici speciali e balestre rialzate da terra, ma anche qui sono stati soldi spesi bene, parecchia gente infatti rinunciava a raggiungere il dispensario perché gravemente malata o ferita , grazie ai volontari ella “maasai naretisho orgnisation” che faranno da autisti per gli indigenti accompagnando anche all’ospedale i malati più gravi .

Giovedì 7 gennaio 2009, è arrivato un altro miracolo, dopo il lavoro diplomatico svolto nei mesi precedenti con l’Ambasciata italiana a Nairobi, ci sono arrivati dalla Cooperazione italiana curata dall’Ambasciata di Nairobi 25 scatoloni di medicinali, che dovrebbero coprire il fabisogno per circa un anno al nostro dispensario, con una grande gioia di tutta la comunità e un grosso orgoglio personale per noi
Nel frattempo con i soldi ricavati le borse di studio vanno avanti per  completare il progetto dispensario tra circa 4 anni.

E a inizio giugno grazie al lavoro del nostro futuro medico Jonathan,il vicino ospedale di Kajado ci ha donato altri 10 scatoloni di medicinali.

Dopo diversi incontri abbiamo deciso di modificare il progetto del dispensario medico con la speranza di renderlo sempre più efficiente ,in modo da poterlo gestire al meglio.

Nel gennaio del 2010 abbiamo iniziato la collaborazione con il vicino (a 280km) ospedale del distretto di Kajado da quale il nostro dispensario dipende,grazie alla disponibilità del primario dello stesso il Dottor Philp Ngere,ci siamo fatti consigliare per poter sviluppare al meglio la nostra struttura, e grazie all'esperienza del distretto ospedaliero ci siamo posti un altro obbiettivo.

Infatti abbiamo approvato un piano di sviluppo che anche grazie alla supervisione dei responsabili di zona dell'ospedale aiuterà molta più gente e renderà più efficiente il dispensario,noi metteremo a disposizione delle motociclette l'ospedale autista e personale medico e si faranno visite nei villaggi limitrofi,distribuendo medicinali e le cure di prima necessità,inoltre faranno promozione al dispensario attraverso manifestazioni,e campagne di promozione sanitaria mirate .

Inoltre l'ospedale ci ha consigliato una nuova infermiera che ha iniziato a lavorare presso la nostra struttura,con ottimi risultati, e ogni 3 mesi farà dei corsi di aggiornamento e di specializzazione presso la sede centrale del ministero della salute . 

 

 

 

 
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